Giovedì 27, in biblioteca, ho avuto il piacere di partecipare al primo incontro del ciclo formativo organizzato dalla New Generation Capursello, un’iniziativa che affronta temi fondamentali per chi vive lo sport giovanile, non solo da atleta, ma anche da genitore o tecnico.

Uno degli aspetti più interessanti emersi nel dibattito è stato il ruolo dei genitori nel percorso sportivo dei propri figli. Troppo spesso, infatti, si assiste a comportamenti poco adeguati da parte degli adulti, che trasformano il gioco in una competizione esasperata, dimenticando che i bambini frequentano le scuole calcio per divertirsi e crescere, non per diventare campioni a tutti i costi.

Si è parlato di errori comuni, di atteggiamenti che – pur mossi da buone intenzioni – finiscono per danneggiare i ragazzi. Il primo, e forse più diffuso, è quello di proiettare sui figli ambizioni personali irrealizzate, pretendendo da loro prestazioni da “baby Ronaldo” e dimenticando che ogni bambino ha i suoi tempi e il suo modo di vivere lo sport. Un altro errore frequente è il continuo intervento da bordo campo, con indicazioni e rimproveri che confondono i piccoli calciatori e mettono in difficoltà gli allenatori.

L’incontro ha offerto spunti concreti per riflettere su come rendere l’esperienza sportiva davvero educativa, rispettando i tempi e le emozioni dei bambini, e lasciando che lo sport sia, prima di tutto, un momento di gioia e di crescita.

Ci saranno altri tre appuntamenti (3, 10, 15 aprile), e per chi non ha potuto partecipare ieri, il consiglio è di non perdere le prossime occasioni. Un plauso agli organizzatori, Alberto, Jerry e Lello, e alla New Generation Capursello, che dimostra ancora una volta di lavorare con serietà e passione per il benessere dei giovani atleti. Alla prossima!

Leave a Comment